castiglione di ravenna

Palazzo Grassi

 

 

Il patrimonio culturale disseminato nell’entroterra più prossimo è costituito da emergenze monumentali tra i quali spiccano Palazzo Grossi, palazzo Lovatelli e la torre Polentana a Castiglione di Ravenna,la pieve di San Bartolomeo a San Zaccaria,le case coloniche a Mensa,Villa Manuzzi e villa Spreti a Casemurate.(A.Gambi)

 

Palazzo Grossi, via Zignani(la foto è di Alberto Gambi)

 

Costruito nel 1565 da Jacopo da Cannobio su disegno del nobile Pietro Grossi, committente della villa, questo edificio costituisce uno degli esempi più notevoli di villa-castello presenti nel territorio ravennate. La pianta quadrata con lati lunghi circa 30m. serrati da torri angolari, la base muraria a scarpa e il coronamento aggettante con beccatelli sottolineano il carattere “militaresco” del palazzo mentre i triglifi accennati sotto i beccatelli, le modanature in mattoni e le finestrelle ovali del sotto-tetto costituiscono elementi qualificanti l’edificio dal punto di vista dell’architettura civile.

 

Nel complesso la cilla testimonia le condizioni sociali delle campagne ravennati alla fine del XVI secolo, quando la recrudescenza di fenomeni criminali come il brigantaggio portavano i nobili a realizzare edifici dotati di dispositivi di tipo difensivo . Dal 1987 l’edificio è di proprietà del Comune di Ravenna.

 

Buona parte del patrimonio storico architettonico della zona è costituita da ville padronali di proprietà privata:

 

Palazzo Lovatelli (noto come Villa Doria,1630) e torre Polentana (secXIII)

 

E’ nascosta alla vista da un folto bosco-giardino, così come accade per moltre altre ville del territorio. Per poterla osservare da un punto di vista migliore, si consiglia di imboccare la via Ponte della Vecchia in direzione San Zaccaria e di prendere la prima strada a sinistra.

 

Questa villa di due piani in mattoni “faccia a vista” fu costruita nel 1630 dal conte Simone Lovatelli. La villa, frutto di un compiuto disegno architettonico, costituisce uno dei migliori esempi di architettura rurale seicentesca caratterizzata dalla predilezione per modelli di stampo padano più pacifici rispetto alla villa-castello di stampo neofeudale di cui Palazzo Grossi è uno dei più efficaci esempi. Elementi qualificanti la villa sul piano architettonico sono il doppio loggiato centrale, che in pianta corrisponde ai saloni principali della casa e la torre eretta nel 1288 (appartenuta alla famiglia ravennate dei da Polenta , Signori di Ravenna dal 1275)che, una volta inserita nel palazzo, venne poi trasformata in colombaia.

 

 

 

 (tratto da “Guida al territorio delle Ville Unite e Disunite”, testo Vanda Budini)

 

 

Palazzo Lovatelli

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